Lo sciatore è trainato da un motoscafo tramite una corda in nylon. Lo sciatore trattenendo saldamente l'altra estremità della corda, terminante in un triangolo intrecciato con impugnatura ricoperta di gomma, definito bilancino, scivola sopra l'acqua per mezzo di vari tipi di sci, diversi a seconda della specialità che si sta eseguendo.
Gli sci sono costituiti con materiali come Honeycomb, fibra di Carbonio, Graphite, Carbon-Kevlar e presentano un core (anima interna) in poliuretano espanso oppure in legno. Lo sci da slalom presenta una parte metallica (quasi sempre in alluminio) di una profondità che varia dai 5cm agli 8cm chiamata "deriva", regolabile dallo sciatore stesso longitudinalmente, a livello di profondità e di angolazione. Gli sci da salto presentano una piccola deriva fissa ciascuno, della profondità massima che si aggira intorno ai 3cm. Lo sci da figure invece non presenta deriva, in quanto in questa disciplina vengono eseguiti un grande numero di rotazioni in asse e su se stessi. Infatti la funzione primaria della deriva è quella di dare direzione allo sci ed evitare che la parte posteriore di esso, definita coda, sia libera da vincoli direzionali. Gli sci presentano attacchi morbidi in gomma, diversi rispetto a quelli del tradizionale sci da neve; tuttavia dagli anni '90 sono entrati in circolazione degli attacchi rigidi, dallo scafo simile a quello di un rollerblade, volti ad una ricerca di maggiore risposta dello sci a determinati gesti tecnici. Ciononostante esistono svariati modelli di attacchi, più o meno rigidi, poiché non tutti gli sciatori hanno sensazioni uguali con attacchi uguali. A differenza delle discipline inerenti al surf, lo sci nautico predilige l'assenza di vento e di onde, elementi che fungerebbero solo da intralcio allo svolgimento della sciata; altro elemento fondamentale è la dipendenza da fattori differenti: mentre i surfisti sfruttano vele, onde ed aquiloni per muoversi, lo sciatore nautico sfrutta la velocità della barca per incrementare la propria. È uno sport molto divertente, completamente praticato all'aria aperta e nel rispetto dell'ambiente
Come il nome lascia intuire, questa disciplina si svolge senza l'utilizzo di sci, ma utilizzando solamente i piedi come superficie di scivolamento sull'acqua. Essendo i piedi decisamente più piccoli di qualsiasi sci, la velocità del motoscafo è superiore a qualsiasi altra disciplina (sui 60km/h), fattore che contribuisce alla spettacolarità delle gesta di questi atleti. Come nello sci nautico classico, i piedi nudi si suddividono nelle discipline dello slalom, delle figure e del salto.
Slalom [modifica]
Nello slalom l'obettivo principale è attraversare le onde del motoscafo quante più volte possibile, e per far questo si hanno a disposizione due passaggi da 15 secondi ciascuno. L'attraversamento si può eseguire rivolti verso la barca oppure dando le spalle alla barca, e si può attraversare le onde spingendo su entrambi i piedi oppure su di un piede solo.
Figure [modifica]
Nelle figure l'obiettivo dello sciatore è quello di eseguire il maggior numero di punti possibili eseguendo rotazioni, passaggi sopra la corda ed altre figure. Come nello slalom, lo sciatore ha due passaggi da 15 secondo ciascuno dove poter eseguire le sue gesta. Analogamente alla disciplina parallela dello sci nautico tradizionale, ogni figura ha un determinato valore dato dalla difficoltà di questa, e la giuria valuta se accreditare la figura, e quindi validarne il punteggio, oppure decretarla non accreditabile. Elemento aggiuntivo è inoltre la tecnica di partenza, anch'essa valutata come figura a seconda della difficoltà d'esecuzione.
Salto [modifica]
Nel salto l'unico obiettivo è la distanza. Questa si ottiene con tre tentativi dove l'atleta passa sopra una rampa in superficie di vetroresina: molto simile alla rampa del salto tradizionale per quanto riguarda la forma, essa è di dimensioni decisamente ridotte, e la parte terminale (in gergo il "dente" della rampa) è alta 45cm sopra il livello dell'acqua. La distanza viene accreditata solo se lo sciatore atterra il salto, ovvero ritorna in posizione di sciatore dopo il contatto con l'acqua. Nonostante la difficoltà della disciplina, le distanze sono notevoli: i più forti saltatori al mondo superano i 25m.
![[In allestimento]](images/undercon.gif)